Le antiche mura ciclopiche di cinta di Volsinii, di cui purtroppo oggi è visibile solo un bel tratto che fiancheggia la strada orvietana nei pressi del castello Monaldeschi, dovevano avere in origine un’estensione di circa 6 chilometri e racchiudevano una superficie di oltre 70 ettari. La scoperta in via della Pescara, a pochi metri dalle rive del lago, di un tratto di mura con le stesse caratteristiche di quelle finora conosciute, ha nuovamente alimentato la discussione tra gli studiosi sul significato di questa opera e sull’origine stessa della Bolsena etrusca, di Velzna, di Volsinii, di Orvieto e del Fanum Voltumnae. Ecco alcuni punti chiave sulle mura di Volsinii:
Materiali e tecniche costruttive :Le mura sono costruite da un’opera quadrata doppia cortina, realizzata con blocchi di tufo squadrati, disposti e tagliati senza uso di malta o grappe.
Incisioni etrusche: Questi blocchi, databili al V-IV secolo a.C., sono spesso incisi con lettere e numeri etruschi, testimoniano la lavorazione e la storia della città, offrendo spunti archeologici e storici.
Rilevanti resti: A Bolsena, dove si trovava Volsinii, sono stati scoperti numerosi tratti di queste mura ciclopiche, evidenziando l’importanza dell’abitato etrusco-romano.
Importanza storica: Le mura di Volsinii testimoniano la grandezza e il potere dell’antica città etrusca e romana.
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