CASALE MERLANI

CASALE MERLANI

Nel dicembre del 1975, a seguito di una segnalazione di uno scavo clandestino, nei pressi di Porta Faul, è stata individuata una nuova necropoli sita nei pressi del casale Merlani.  la Società Archeologica Viterbese “Pro Ferento”, intervenne per un lavoro di recupero, in accordo con la Soprintendenza alle Antichità dell’Etruria Meridionale.

In quell’occasione la Società “Pro Ferento” ripulì due tombe con presenza di sarcofagi. Esse sono state scavate con minuziosa attenzione ed hanno restituito prezioso materiale funerario di bronzo e ceramico, oltre a tre iscrizioni che si aggiungono alle due già scoperte negli anni scorsi.

Le tombe sono semplici grotticelle ricavate nel tufo tenero, senza alcun tipo di ornamento, chiuse con pesanti blocchi di peperino. Esse rivelano un allargamento per successive deposizioni. Mentre la prima non ha offerto nulla, la seconda più grande, si è rivelata molto interessante. Sul lato sinistro mostrava due fosse ricavate ad altezza media nel tufo e ricoperte con lastroni di peperino recanti sul bordo rispettivamente le iscrizioni: VelJur Cuprnies  e  ArnJ  Cuprnies. La prima iscrizione risulta ben curata con ductus preciso e profondo; la seconda è discontinua ed irregolare con tratto incerto e disordinato.

Sul lato destro della tomba era deposto un sarcofago di peperino adorno di varie modanature, con coperchio a doppio spiovente e timpano con patere, umbelicate in rilievo, pertinente certamente al personaggio più importante della tomba, fors’anche al primo fruitore della stessa. Si tratta di una donna, come rivela l’iscrizione posta sul lato destro della cassa: LarJi Prucnai (si tratta di una lezione errata! Il vero gentilizio è Prucinai) erano i gentilizi dei proprietari: PRUCINAI e CUPRNIES.

La scoperta di questi due ipogei, ad uso funerario e del materiale rinvenuto in essi, fu determinante per la ricostruzione della storia della città di Viterbo in epoca etrusca e della sua posizione sulle vie commerciali che collegavano l’Etruria marittima con i centri dell’interno.

L’architettura della tomba, la decorazione del sarcofago, il materiale bronzeo e ceramico rinvenuto, la grafia delle lettere inducono a datare il complesso nell’ultimo quarto del IV sec. – primi anni del III sec. a.C.        ( Paolo Giannini )

(Per le tombe di Casale Merlani vedi anche: M.ELENA PIERINI – CESARE MARTINELLI, Ritrovamenti archeologici presso Porta Faul, “Biblioteca e Società”, anno III, n.1, 31 gennaio 1981, pp.15-26; con studio delle tombe e del materiale ceramico