ABBIGLIAMENTO E COSTUMI ETRUSCHI

ABBIGLIAMENTO E COSTUMI ETRUSCHI

Tessuti variopinti in tonalità chiare e luminose e con forti contrasti, tagli dalle fogge più disparate, uno spiccato senso dell’eleganza, un gusto che prediligeva la ricercatezza, l’estro, la fantasia: sono queste le caratteristiche più evidenti della moda degli etruschi. Poche altre antiche civiltà sono state in grado di sviluppare un abbigliamento vario e vivace come quello degli etruschi che, quando vestivano, rifiutavano la sobrietà dei greci e l’austerità dei romani e, al contrario, dimostravano d’apprezzare abiti originali e colorati, spesso stravaganti. Osservare i reperti etruschi che ci sono pervenuti significa entrare nel mondo coloratissimo di una civiltà in cui il benessere è diffuso, che ama il lusso, che ha sviluppato una mentalità aperta, che garantisce alla donna un’indipendenza e una libertà sconosciute presso altre culture, e dove anche gli strati più bassi della popolazione (e addirittura gli schiavi), con ogni probabilità, amano vestire con abiti più belli e più ricchi rispetto a quelli che, in altri luoghi, sarebbero considerati idonei al loro status. Dall’analisi della moda del tempo emerge dunque un vero look etrusco, fatto di abiti in diverse fantasie oppure bianchi ed eleganti ma curatissimi nei dettagli, e ancora mantelli dai tagli arrotondati, scarpe a punta, preziosi e stravaganti gioielli indossati anche dagli uomini: un look che è stato capace anche d’ispirare diversi stilisti contemporanei.

 I costumi degli etruschi molto variopinti e decorati, con abiti come il perizoma, il chitone e la tebenna, spesso impreziositi da gioielli e cinture borchiate. Gli uomini e le donne, come si può vedere dagli affreschi nelle tombe, amavano l’eleganza e l’uso di prodotti per la cura personale, inclusi profumi e cosmetici. 

  • Perizoma:un indumento simile a un pannolone, indossato sia dagli uomini che dalle donne, soprattutto per lo sport e il lavoro. 
  • Chitone:una veste lunga che poteva essere corta o lunga, tubolare o a tre quarti, spesso con motivi decorativi come scacchi o quadri. 
  • Tebenna:una mantella di lana o lino, dal taglio arrotondato, che copriva le spalle e poteva essere decorata con dipinti e ricami. 
  • Cinture:spesso riccamente decorate con borchie o bordature e utilizzate per stringere la vita. 
  • Gioielli:diademi, orecchini, anelli, fibule, pettorali, armille (bracciali al bicipite) erano comuni sia per uomini che per donne. 
  • Acconciature:le donne erano solite indossare acconciature complesse, con trecce, chignon o capelli sciolti, spesso impreziositi da spirali, spilloni o reticelle. 
  • Profumi e cosmetici:gli etruschi erano noti per l’uso di profumi e cosmetici, come zafferano, mirra, aloe e eye-liner colorati. 

La moda e l’acconciature degli Etruschi

La moda e l’acconciature degli Etruschi

Gennaio 1707:572022

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 by enzo trifoletti

La moda e l’acconciature degli Etruschi al Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz di Viterbo
 
     

Sold out per la conferenza della Prof.ssa Francesca Pandimiglio
dal titolo “Raffinatezza ed eleganza nella moda e nelle acconciature del popolo Etrusco”
che si è tenuta sabato pomeriggio 15 gennaio alle ore 16.30
presso il Museo Archeologico Etrusco Nazionale della Rocca Albornoz di Viterbo.
 

La conferenza, ospitata nell’ambito della prestigiosa Mostra dal titolo “Il Risveglio degli Etruschi”, 
tuttora in corso alla Rocca Albornoz sulla innovativa tecnica fotografica del FoTotempismo del Maestro Fotografo Enzo Trifolelli
e curata dal Prof. Salvatore Enrico Anselmi, ha affrontato un tema particolarmente avvincente
e coinvolgente sul popolo più enigmatico e misterioso dell’antichità.

Sugli Etruschi è stato scritto davvero tanto, ma la Prof.ssa Pandimiglio ha entusiasmato il nutritissimo pubblico con un’attenta e
precisa narrazione sugli aspetti attuali e sulle curiosità contemporanee, temi che la ricercatrice sta ancora approfondendo e
studiando con estrema riflessione. Gli Etruschi, che i Romani e i Greci consideravano come un popolo alieno e
che lo stesso Seneca definì “diversi” in quanto avevano una propria metodologia di interpretazione dei fulmini e della Natura
riconducendo tutto ad una manifestazione del volere divino, erano medici, maestri ed ingegneri molto richiesti nell’antica Roma e
gli aruspici della nostra Tuscia erano tenuti in grande considerazione e venivano costantemente consultati anche in periodo imperiale.

La relatrice ha evidenziato la proverbiale eleganza di questo popolo sottolineando come l’ammirazione degli abiti e del modus vivendi “all’etrusca”
era in voga tra i romani i quali consideravano questo stile di abbigliamento esclusivo, raffinato, sofisticato.

L’attestazione documentaria dell’apparato vestimentario deriva prevalentemente dai dipinti funerari che ornano le pareti delle tombe di Tarquinia,
l’antica Corneto, le quali costituiscono un prezioso compendio esegetico iconografico.
Altrettanto interessanti e fondamentali, per avallare la ricerca, sono i riferimenti stilistici tratti dal ricco epitome sinottico delle sculture, giunte fino a noi talvolta in uno stato di conservazione sorprendente.

Gli Etruschi si fecero particolarmente notare nell’antichità per la loro produzione di biancheria raffinata e
di tecniche altamente specializzate di tessitura per realizzare abiti di varie tipologie come chitoni, tuniche, tebenni, ma anche calzature
quali i noti calcei repandi. Il popolo etrusco ha inventato lo stile unisex e preferiva abbigliarsi comodamente pur mantenendo
costantemente uno stile molto ricercato e curato. Uomini e donne amavano arricchire le acconciature e gli abiti indossando gioielli preziosi,
di elevata e raffinata fattura, realizzati con la tecnica della granulazione o addirittura del “pulviscolo”.
Le donne esibivano prevalentemente diademi, orecchini, anelli, fibule, pettorali decorativi, cinture borchiate e in particolare le originali armille,
i tipici bracciali indossati al bicipite. Gli uomini amavano completare la vestizione con fibule fitomorfe e spilloni.

Inoltre la relatrice ha trattato di cosmesi e di acconciature, realizzate raccogliendo i capelli in trecce complesse fermate da spirali e spilloni,
oppure annodati a corona sul capo o sollevati a”chignon” e ripresi in reticelle, in cuffie, o con il cecrifalo.
Erano donne all’avanguardia che amavano tingersi i capelli come è ben noto dagli affreschi della Tomba degli Scudi.
Le donne etrusche avevano anche una grande cura della propria persona e facevano un ampio utilizzo di creme, unguenti aromatizzati,
un altro prodotto fondamentale era il profumo, gli Etruschi importavano oli, unguenti e fragranze dalla Grecia, le essenza aromatiche più preziose
erano il cipro, lo zafferano, la cannella, la mirra, l’aloe, il sandalo, la lavanda, la menta, il bergamotto, la noce moscata e le mandorle;
tra quelle più a buon mercato vi erano il pino, la ginestra e il mirto.
Infine Francesca Pandimiglio ha concluso che talvolta nelle tombe femminili venivano sepolti, insieme ai corpi,
anche i “beauty case” personali chiusi con il mastice, contenenti addirittura nettaunghie e perfino eye-liner colorati o neri per gli occhi,
ripresi dalla cultura egizia. Sicuramente la bellezza e l’eleganza hanno consacrato il popolo etrusco alla curiosità misterica e soprattutto al fascino del mito!