MUSARNA

MUSARNA

Il sito di Musarna, già occupato in epoca preistorica, fiorì sotto l’influenza di Tarquinia, tra il IV sec. A.C. e il VII sec. D. C.

Nel XIX° secolo gli studiosi Viterbesi Orioli e Bazzichelli, dettero notizia dell’abitato e seguirono i primi scavi nelle necropoli.

Nel 1982, durante una ricognizione di superficie, la Società Archeologica Viterbese Pro Ferento, scoprì un mosaico presso il “CALIDARIUM” del complesso termale, di età tardo-repubblicana.

Il rinvenimento si dimostrò subito di eccezionale importanza perché, conteneva un’iscrizione in lingua etrusca, con i nomi di due personaggi della famiglia ALETHNA.

Nel 1983, la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale, in collaborazione con l’Ecole Française de Rome, iniziava una campagna di scavi sistematici nell’intera zona di Musarna.

Gli scavi durarono venti anni, durante i quali nacquero innumerevoli reperti di grande importanza scientifica e storica.

Le aree studiate sono state: l’impianto urbano, la cinta muraria sul lato ovest, l’area del foro, l’impianto termale, una grande Domus ed un’area adibita a mercato coperto.

Anche le necropoli sono state studiate e riportate alla luce.

MUSARNA: SCAVI NELLA ZONA CAPRARECCIA

Nel 2003, la Società Archeologica Viterbese “Pro Ferento” in collaborazione con l’Ecole française de Rome, interveniva nella ripulitura di tre ipogei funenrari nell’area di Musarna in zona Caprareccia.

La piccola necropoli di epoca ellenistica risultava violata e manomessa. Il materiale delle tombe si presentava scarso e molto frammentato.

Soltanto nella tomba che appariva più interrata, sono stati ritrovati diversi reperti integri di materiale fittile, di vetro e bronzo.

Molto interessante un unguentario di vetro ed un piccolo anellino di pasta vitrea impreziosito da una decorazione in oro, con nel castone una pietra di color turchese.