IL PONTE CAPELLO E L’ANTICA VIABILITA’ ALLE FALDE DEI MONTI CIMINI. Dott.ssa Alessandra Milioni
Nell’ambito di ricognizioni sistematiche finalizzate alla redazione di una carta archeologica del territorio compreso tra Viterbo e S. Martino al Cimino, sono stati localizzati in loc. Casalone i resti di un ponte probabilmente riferibile ad età medievale. La struttura, ubicata circa m 750 a sud-est di Casale Belcolle, oltrepassa il Fosso della Porchetta con un’unica arcata attualmente in gran parte ricoperta dalla vegetazione che ne provoca un lento ed inesorabile degrado
Molto scarse sono le notizie sul ponte, citato soltanto nei manoscritti inediti di due eruditi locali: Padre
Semeria (1767-1845), membro dell’Accademia degli Ardenti, le cui Memorie costituiscono una preziosa fonte d’informazioni sui rinvenimenti archeologici da lui effettuati nei dintorni di Viterbo, e Mons. Medichini (1831-1916), parroco della chiesa di S. Angelo a Viterbo e attento studioso del territorio situato alle falde dei Monti Cimini.
Secondo la descrizione riportata dal Semeria, la struttura era lunga14 palmi, cioè circa m 3 e la sua volta sarebbe stata fiancheggiata da due archi fatti di grossa pietra riquadrata, uno dei quali è caduto.
“Sopra un tal ponte nasce molta acqua, che da origine al fosso che discende alle Farine, a Valle Mezzo
Grosso, a Signorino, ecc. Sugli scogli di peperino che stanno alla sorgente di quest’acqua limpidissima,
si veggono parecchi sarcofagi fissi, fatti per uso di sepolcri, e sono stretti e lunghi”.
Presso il ponte sembra che sgorgassero quattro sorgenti, citate dal Medichini che ne misurò la portata nell’ambito di ricerche fatte alla fine del XIX secolo per condurre l’acqua verso S. Martino al Cimino.
Il ponte, composto da una sola arcata, misura m 12 in lunghezza, m 3,40 in larghezza e circa m 8 in
altezza. La struttura è costituita da una volta a sesto ribassato delimitata da due ghiere in blocchetti squadrati di peperino, delle quali si conserva solo quella orientale; l’altra, quella occidentale,
risultava già crollata intorno al 1815, ai tempi in cui il ponte fu visto dal Semeria. I blocchetti della ghiera sono uniti con malta chiara, che costituisce anche il legante dell’opera a sacco con cui è realizzata la volta del ponte. Quest’ultima poggia direttamente sul banco di peperino con due spallette in blocchi squadrati dello stesso materiale.
Il ponte è ubicato circa m 500 a sud-ovest del tracciato dell’antica via Ciminia e forse fu edificato con
lo scopo di consentire ad un diverticolo di essa di superare il fosso.
L’attuale carrareccia che dalla Ciminia scende verso il Fontanile della Capanna oltrepassando il Fosso della Porchetta è situata a m 250 ad est del Ponte Capello, ed è probabile che abbia sostituito il percorso che attraversava il ponte quando quest’ultimo non fu più praticabile.
È possibile quindi che in epoca romana quest’ultima costituisse una diramazione dell’antica via Ciminia, che si staccava da essa per dirigersi a sud, scendendo verso il sottostante Fosso della Porchetta; è verosimile supporre che la via oltrepassasse il corso d’acqua nel puntoin cui sorge attualmente il Ponte
Capello, forse utilizzando una struttura più antica sostituita nel corso del Medioevo dal ponte suddetto.
Si può ipotizzare che questo diverticolo, scendendo dalle pendici dei Cimini si dirigesse ad occidente per riallacciarsi all’antica Cassia, costituendo così una via di raccordo tra due importanti arterie viarie di età romana.
Medichini








