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Eventi e Novità

 
 

conferenza "La Cassia una via d'acqua" Viabilità e risorse idriche attraverso i secoli
04/07/2009 - Palazzo degli Alessandri - P.zza S. Pellegrino - Viterbo ore 18.30

Relatore: Archeologo dott. Pasquale Marino.
Il titolo naturalmente costituisce una ‘provocazione’, tesa a stimolare l’interesse degli uditori e a focalizzare l’argomento ‘clou’ di quella che sarà l’argomentazione del relatore.
Più esplicativo sull’argomento della conferenza, il sottotitolo.  Esso trae lo spunto e prende in considerazione le caratteristiche del territorio posto a  Nord della città di Viterbo.
Si vuole argomentare e porre in luce, il rapporto stretto e inscindibile che esiste tra la viabilità, oggi fossilizzata in massima parte  dall’attuale percorso della via Cassia, e la presenza di corsi, sorgenti e bacini di acque, riscontrabili nel tratto di territorio che va dai Monti Cimini, fino a raggiungere il fiume Paglia,  massima propaggine Nord della attuale provincia viterbese.
Un particolare di assoluta importanza in questo caso, è costituito dal fatto che buona parte del percorso preso in esame, è costellato dalla presenza di sorgenti di acque calde, di valore terapeutico. La compresenza in un’unica area, di acque calde e fredde, disposte in maniera alternate, crea un ‘unicum’ di decisa originalità.
Il rapporto ‘interattivo’ tra presenze idriche e viabilità diventa caratterizzante nel caso del territorio preso in esame. Tale rapporto è riscontrabile materialmente nella sua intensità e persistenza, durante il corso di  oltre tremila anni.
È proprio la ‘interattività’ di rapporto tra la viabilità e la presenza di risorse idriche di vario genere, laghi, fiumi, sorgenti termali, che ha caratterizzato gli insediamenti umani nell’area, e che l’ha resa un punto nodale, essenziale si potrebbe dire, per gli spostamenti in questa area peninsulare interna.
Spostamenti che si sono determinati, sia in senso Est-Ovest, in pratica dal mare verso l’interno.  Sia viceversa in senso Ovest-Est, cioè dalle valli dell’interno verso il mare. Questo in particolar modo nelle fasi protostoriche. Ma anche per gli spostamenti in senso Nord-Sud / Sud-Nord . Di cui i movimenti, per accedere all’Urbe da Nord, e viceversa per inoltrarsi da Roma verso Nord, in epoca storica, sono la massima attestazione.
Su quest’ ultimo asse di comunicazione, si è così innescato un rapporto continuo, proficuo ed equilibrato di quest’area, con la Città Eterna che è durato in varie forme fino alla metà del XX seccolo.
Riteniamo che tale continuità debba costituire un elemento di caratterizzazione culturale del territorio, da valorizzare e divulgare, al fine di renderlo elemento identificante  e riconoscibile dell’area stessa.

Il rapporto che si intende presentare e spiegare, è riscontrabile archeologicamente e storicamente.
A partire delle età protostoriche, con presenze dette ‘rinaldoniane’, e quelli perilacustri del lago di Mezzano e di Bolsena, per proseguire con le attestazioni villanoviano/etrusche. In questo caso l’insediamento dell’Acquarossa, evoca in modo esplicito l’argomento in esame.
Come naturale aspettarsi, la ‘romanizzazione’ dell’area, ha lasciato ampie testimonianze, tra cui impianti termali, ed insediamenti. Tra questi ultimi, alcuni piuttosto imponenti quali Ferento. Ma il maggior lascito di questo periodo è costituito dalla vera e propria via Cassia. Con interi tratti ancora riconoscibili. È proprio la realizzazione materiale di tale strada che ‘codifica’ in modo tangibile, questo rapporto tra la esigenza di spostamento degli esseri umani e le risorse naturali del territorio preso in esame. Tale codificazione persistente tuttora, è divenuta elemento integrante, rispetto alle risorse naturali. Di essa quasi non ci accorgiamo, tanto si integra negli elementi ‘paesaggistici’
Aspetti poco conosciuti e studiati dell’area, riguardano la cristianizzazione, vi sono però alcune testimonianze materiali e i racconti di qualche martirio. Sia a Viterbo stessa che a Bolsena.
L’arrivo dei Goti, con la tragica fine della regina Amalasunta, lega questa popolazione al lago di Bolsena.
La presenza del Papato a Roma, e il suo affermarsi nel corso del basso Medioevo, come massima autorità dell’Occidente cristiano, inserisce quest’area nei grandi circuiti europei, fino alle soglie della Rivoluzione francese. In questo periodo il Pellegrinaggio assume sviluppo notevole, e l’area esaminata è ampiamente interessata dal fenomeno del passaggio dei pellegrini stessi, verso Roma e verso la Terrasanta. Da prima del Mille si parla di ‘Via Francigena’, intendendo con ciò, una serie di percorsi che dalla Britannia, giungevano a Roma attraverso la Francia. In questi percorsi rientra anche il territorio esaminato.
L’area è citata più volte da Dante Alighieri. Quasi a rispecchiare la vivacità dei passaggi di genti che all’epoca del poeta, si spostava attraversando questo territorio, per motivi politici, religiosi, economici. Vivacità di movimenti, che è caratteristica tanto nascosta, quanto rilevante del Medioevo.
Su questo fenomeno si innesta la considerevole presenza dei Templari e di altri ordini cavallereschi nella zona. I Papi fissano lungo questo percorso alcune delle loro sedi. Tra quelle fuori Roma, Viterbo e Montefiascone, appaiono di primaria importanza.
Nel Rinascimento, personaggi politici, ecclesiastici ed artisti continuano a muoversi su quest’asse di comunicazione. Tra questi Michelangelo, il quale ne apprezza le acque termali presenti e studia i resti di strutture classiche ancora tuttora visibili.
In età Moderna l’area è interessata dal fenomeno del Gran Tour dei ricchi nordeuropei, e spesso è descritta nei loro racconti di viaggio.
Con l’Unità d’Italia il rapporto di quest’area con Roma si modifica e da proficuo, diventa suffraganeo, e debitorio verso la capitale. Negli anni Sessanta del XX secolo, viene realizzata la grande arteria dell’autostrada A1 che collega Roma al Nord della Penisola. L’area esaminata è tagliata fuori dai grandi collegamenti nazionali.
Un elemento di debolezza quest’ultimo, che però potrebbe trasformarsi in un elemento di forza, nella situazione attuale, se inteso come caratteristica di integrità del territorio.


 

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